Ho visto la vendemmia arrivare e andare da queste colline per molti anni ormai. Ogni anno e’ diverso. Ogni anno ha il suo carattere, il suo ritmo, le sue piccole sorprese. Ma quest’anno, il 2026, e’ stato uno dei piu’ particolari — e lo dico nel senso migliore possibile.
Il raccolto e’ arrivato presto. Prima di quanto ci aspettassimo, certamente prima di quanto il calendario suggerisse. E se foste stati sulla nostra terrazza negli ultimi giorni di agosto, a guardare i vigneti sui pendii sotto Canelli, avreste capito perche’. Le uve erano pronte. Il colore, il peso dei grappoli, il modo in cui le foglie avevano gia’ cominciato a cambiare — il vigneto ci stava dicendo qualcosa, e i migliori produttori di questo territorio hanno ascoltato.
Questa e’, in fondo, la vera essenza della vendemmia. Non una data sul calendario, ma una conversazione tra la vite e chi la coltiva.
Il vitigno che ha fatto piu’ parlare di se’ per via del raccolto anticipato quest’anno e’, forse in modo appropriato, quello che ha sempre avuto più cose da dire. Il Moscato Bianco, la regina delle nostre colline, era pronto e in attesa ancora prima che molte altre varietà avessero anche solo cominciato a pensarci.
Non e’ del tutto sorprendente. Il Moscato e’ uno dei vitigni a maturazione piu’ precoce nel calendario piemontese, e in un anno come questo — notti calde a luglio, sole generoso per tutto agosto, un’estate che sembrava aver deciso di aver fatto il suo punto e poteva cominciare a rallentare — le condizioni erano semplicemente perfette. Gli zuccheri si sono accumulati rapidamente. Gli aromi, quel profumo straordinario che attira le persone su queste colline dai tempi in cui i Romani la chiamavano uva apiana, l’uva delle api, si sono sviluppati presto e con un’intensita’ che ha fatto sorridere i produttori.
Esiste un mito persistente secondo cui un raccolto anticipato significhi un vino di qualita’ inferiore. Vorrei cogliere questa occasione per sfatarlo definitivamente.
Ciò che conta non è quando avviene il raccolto, ma se le uve erano pronte nel momento in cui e’ avvenuto. Un raccolto anticipato in un anno in cui le condizioni hanno accelerato la maturazione in modo naturale e graduale e’, semmai, il segnale di un’annata molto buona. La vite ha avuto tutto ciò di cui aveva bisogno. Il vignaiolo non ha dovuto aspettare, preoccuparsi e sperare che il tempo regga. Le uve sono arrivate in cantina nelle migliori condizioni possibili.
Quello che il vignaiolo fa dopo e’, naturalmente, un’altra storia. E quella storia richiedera’ tempo per essere raccontata. Ma l’inizio di questo capitolo, almeno, sembra molto promettente.
C’e’ qualcosa che voglio dire a chiunque stia leggendo questo e non abbia ancora assistito a una vendemmia di persona.
E’ una delle cose più straordinarie che si possano vedere. I vigneti in queste settimane hanno una qualità diversa: piu’ animati, piu’ decisi, pieni di una particolare energia che e’ difficile da descrivere ma immediatamente percepita. L’aria cambia. La luce cambia. Anche i suoni cambiano: il ronzio dei macchinari nelle tenute più grandi, il lavoro piu’ silenzioso delle mani nei vigneti piu’ tradizionali, le voci che si diffondono tra le colline nelle prime ore del mattino.
Canelli si trova nel cuore di questo territorio. Le Langhe e il Monferrato, riconosciuti dall’UNESCO come paesaggio Patrimonio dell’Umanità nel 2014, si estendono in ogni direzione. E in queste settimane di vendemmia, ogni direzione offre qualcosa che vale la pena guardare.
Se siete qui durante la vendemmia, e spero che alcuni di voi lo siano, non passate tutto il tempo al chiuso. Camminate tra i filari. Chiedete ai produttori cosa stanno vedendo. Assaggiate qualcosa direttamente dal grappolo se ve lo offrono. Ci sono pochissime esperienze nel calendario italiano che eguagliano ciò che queste colline offrono in settembre e ottobre.
Il Moscato e’ in cantina. Le altre varieta’ stanno seguendo, ognuna a suo tempo. Barbera, Dolcetto, e infine, nelle parcelle piu’ alte e pazienti delle Langhe, il Nebbiolo che un giorno diventera’ Barolo e Barbaresco — forse i vini piu’ celebrati di tutta Italia.
Ci vorranno mesi prima che la storia completa della vendemmia 2026 possa essere raccontata. Forse anni, per i vini che richiedono più tempo. Ma posso dirvi che da dove mi trovo io, su una collina a Canelli alla fine di un’estate straordinaria, sembra una storia molto bella.
Venite ad assaggiarla voi stessi. Le porte della cantina sono aperte, i bicchieri sono pronti, e le colline sono al loro massimo splendore proprio adesso.
Alessandro
Relais Villa del Borgo, Canelli
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