Pochi vini sono radicati nel paesaggio piemontese quanto il Moscato Bianco.
Dalle colline patrimonio UNESCO attorno a Canelli alle cantine di Santo Stefano Belbo, questo vitigno racconta la storia di un territorio. Ecco tutto quello che c’è da sapere su Moscato d’Asti DOCG, Asti Spumante DOCG e la prestigiosa Canelli DOCG: le origini, il metodo di produzione e gli abbinamenti gastronomici migliori.
Se il Nebbiolo è il re del Piemonte, il Moscato Bianco ne è senza dubbio la regina: carismatica, profumata e con una storia che farebbe impallidire qualsiasi nobile casata. Le prime tracce documentate del Moscato in Piemonte risalgono al XIII secolo, ma alcuni
ampelografi, le radici ancora più antiche, forse già note ai Romani con il nome di uva apiana (gradita alle api, per via del suo profumo irresistibile).
Nel Rinascimento era già una star: Pier de’ Crescenzi, agronomo bolognese del Trecento, ne decantava le qualità con un entusiasmo che noi della redazione comprendiamo pienamente. Nei secoli successivi il Moscato conquistò le corti sabaude e i palati di mezza Europa, diventando il simbolo di una dolcezza tipicamente piemontese – elegante, mai banale.
Il Moscato Bianco è un vitigno che ama i colli soleggiati e le escursioni termiche generose – un
po’ come noi dopo un’estate di caldo intesno. Il suo cuore produttivo si trova tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria, in un territorio che conta oltre 9.000 ettari vitati.
I comuni di Santo Stefano Belbo, Canelli, Castiglione Tinella e Mango rappresentano il sancta sanctorum di questo vitigno: qui le viti crescono su terreni argillo-calcarei che regalano al Moscato quella mineralità sottile che controbilancia la sua esuberante dolcezza. Le colline delle Langhe e del Monferrato, patrimonio UNESCO dal 2014, offrono lo scenario ideale: un paesaggio che sembra dipinto, dove ogni filare racconta una storia di pazienza e di passione. In totale, sono circa 52 comuni a potersi fregiare della produzione di Moscato d’Asti DOCG.
Qui la questione si fa interessante, e leggermente più complessa, come tutte le cose che valgono davvero la pena. Il Moscato piemontese annovera alcune tra le denominazioni più prestigiose d’Italia:
Il grande classico, ottenuto con il metodo Charmat. Spumante dolce, vivace, con profumi di pesca, albicocca e fiori d’acacia. Pressione in bottiglia superiore a 3 bar. Il vino delle feste, delle torte di compleanno e delle domeniche in famiglia. Riconosciuto DOCG nel 1993.
Il fratello più riflessivo: leggermente frizzante (pressione inferiore a 2,5 bar), con gradazione alcolica modesta (tra 4,5% e 6,5%). Dolce ma con una freschezza vivace. Un vino da meditazione che però non vi farà meditare troppo a lungo prima di versarne un altro bicchiere.
La novità più affascinante: una sottozona del Moscato d’Asti riconosciuta nel 2011, che seleziona le uve dei vigneti storici attorno a Canelli. Può essere prodotto anche in versione vendemmia tardiva e passito. Più complesso, più longevo, con note di frutta matura e spezie dolci. Il Moscato per chi vuole stupire gli ospiti. Gli ospiti di Villa del Borgo hanno il privilegio unico di scoprire la Canelli DOCG direttamente alla fonte, tra i vigneti che circondano la tenuta.
Parliamoci chiaro: il Moscato è un vino che non ha paura di essere se stesso, e anche l’abbinamento ne riflette la personalità esuberante. La tradizione vuole il Moscato d’Asti a tutto pasto con la pasticceria secca piemontese, amaretti, paste di meliga, baci di dama, ma sarebbe un peccato limitarlo ai soli dolci.
Provate il Moscato con i formaggi erborinati (Gorgonzola in primis): il contrasto tra dolce e piccante è una delle rivelazioni più memorabili che la tavola italiana sappia offrire. L’Asti Spumante si presta magnificamente come aperitivo estivo o in accompagnamento a torte di frutta, pandoro e panettone. Il Canelli DOCG nelle versioni passito e vendemmia tardiva trova il suo compagno ideale nel foie gras, nei formaggi stagionati di montagna e nel cioccolato fondente di qualità – abbinamento che non mancherà di suscitare qualche sopracciglio alzato e poi, inevitabilmente, un sorriso di approvazione.
Canelli è il cuore della terra del Moscato, e non esiste base migliore da cui esplorarla di Relais Villa del Borgo. Che scegliate un tour privato delle cantine storiche, un aperitivo in terrazza o semplicemente una serata tranquilla con un calice di Canelli DOCG e le colline all’orizzonte – questo è il Piemonte nella sua forma più autentica. Scoprite il vostro soggiorno su relaisvilladelborgo.com